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· 2 min di lettura

Migrare i dati senza fermare l'azienda

La migrazione è il punto in cui i progetti affondano. Si prova tre volte, si controlla con i numeri, e si stacca il giorno giusto.

Nei progetti che vanno male, il punto in cui vanno male è quasi sempre lo stesso: il giorno in cui i dati vecchi devono entrare nel sistema nuovo. Fino a lì tutto funziona, perché tutto è stato provato con dieci righe scritte apposta. Poi arrivano ottomila anagrafiche vere, e succede che il sistema nuovo è pieno di roba che non torna mentre il vecchio è già stato spento.

Non serve fortuna, serve un metodo. Questo è quello che uso.

I dati si puliscono prima, e alla fonte

La tentazione è pulire durante la migrazione, con regole automatiche che sistemano al volo. È il modo più rapido per portarsi dietro il problema: fra sei mesi nessuno saprà più se «Rossi S.r.l.» e «Rossi Srl» erano davvero la stessa azienda o due clienti diversi accorpati da uno script.

La pulizia si fa nel sistema vecchio, mentre è ancora in uso, dalle persone che riconoscono i casi. È noioso e richiede settimane. Farlo dopo costa di più.

Si prova tre volte

La prima prova serve a scoprire cosa si rompe. La seconda a verificare che le correzioni funzionino. La terza è la prova generale: si fa con i dati del giorno prima, cronometrando, perché il giorno vero devi sapere quante ore ci vogliono.

Ogni prova parte da zero. Una migrazione che gira sopra i residui della precedente non dimostra niente.

Il controllo si fa con i numeri, non a occhio

Aprire tre schede e vedere che «sembra a posto» non è una verifica. Prima di dichiarare finita una migrazione servono confronti che una macchina può ripetere:

  • quanti record c'erano e quanti ne sono arrivati, per ogni tipo di dato;
  • la somma degli importi aperti, che deve coincidere alla cifra;
  • dieci schede scelte a caso, controllate a mano campo per campo;
  • l'elenco di quello che è stato scartato, con il motivo, letto da qualcuno che conosce quei clienti.

L'ultimo punto è il più importante. Uno scarto silenzioso è un dato perso che nessuno cerca finché non serve.

Il vecchio resta acceso, in sola lettura

Per qualche settimana il sistema precedente deve restare consultabile senza poterci scrivere. Costa poco e toglie l'ansia a tutti: se manca qualcosa si va a vedere invece di ricostruirlo a memoria. È anche l'unico modo per accorgersi degli scarti che l'elenco non aveva intercettato.

Spegnerlo si può decidere quando per un mese intero non l'ha aperto nessuno.

Il giorno giusto

Non il primo del mese, non il lunedì mattina, non il giorno prima di una scadenza fiscale, non a ridosso delle ferie di chi conosce il sistema. Il momento buono è quello in cui, se qualcosa va storto, si può tornare indietro con calma — e tornare indietro deve essere previsto, scritto, e provato almeno una volta.

Una migrazione fatta bene non si nota. È l'unico risultato a cui puntare: il lunedì mattina le persone aprono uno schermo diverso e trovano il loro lavoro dov'era.

Stai valutando una scelta simile?

Risposta entro un giorno lavorativo. Se il progetto non rientra in ciò di cui mi occupo lo dico subito, indicando dove conviene rivolgersi.